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Dettaglio della proposta AP 52



PRIVATO VENDE Complesso rurale MASSERIA
LA MASSERIA LANZIROTTI

Trattasi di un fabbricato di circa 1.000MQ con circa 10HA di terreno comprendente un OLIVETO di 1.300 piante che producono olio tra i più pregiati della Sicilia.

C'è una piccola e vecchia miniera di Zolfo chiusa da circa 60 anni.

Piante di Mandorlo, fichi e fichi d'India.

Con il POR 2000 - 2006 misura 2.03 ho ottenuto un finanziamento di circa 1.200.000 € di cui 700.000 a fondo perduto per la realizzazione di una sala concerti di 120 posti, una sala convegni di circa 100 posti attrezzata con amplificazione, videoregistrazione, microfoni, e ecc. ecc.

E' prevista una sala multimediale attrezzata tecnicamente.

Un parcheggio sufficientemente grande.

Esiste un museo con una grande macina in pietra e 2 torchi del fino 800.

Dista 15 minuti da CALTANISETTA, 60minuti dalla valle DEI TEMPI di AGRIGENTO e dalla villa del CASALE DI P.ZA AMERINA e da GELA, 90minuti da PALEMO e CEFALU' CATANIA, 2 ore da SIRACUSA, TAORMINA, TRAPANI (ERICE).

Cartografia al 25000 planimetria catastale

1) Dati di carattere generale e amministrativo:
Il complesso rurale denominato "Baglio Lanzirotti" insiste nel
territorio dell'ex feudo di Spogliapadrone, Lanzirotti, Biggini ed è appartenuto, dalla seconda metà dell'800 in poi al Dott. D. Luigi Lanzirotti che intorno alla fine dell'800 edificò la casa oggetto di studio, e successivamente posseduta dalla famiglia Trigona della Floresta.

L'estensione dell'intero ex feudo Spogliapadrone, Lanzirotti, Biggini era di 540 canne e distava dal centro abitato più vicino (San Cataldo) 17 miglia e 42 canne.

La zona che originariamente era a vocazione agricola fu in parte trasformata, per un periodo di tempo, in zona mineraria; fonti di una certa attendibilità del 1925 indicano all'interno di quello che un tempo era stato il feudo di Spogliapadrone, Lanzirotti, Biggini la presenza della zolfara
Canicassè e Besaro Lanzirotti assieme alle limitrofe miniere di Prestianni, Torretta, Furiani, Marcato D'Arrigo e Bifaria.

Il complesso ricade in Catasto nel foglio di mappa n° 218 del Comune di Caltanissetta, ed è distinto con le particelle n° 4, 5, 6, 51, 68, 134, 140, 141, 142, 143, 144 e della superficie complessiva di 201,900 mq.

Con Decreto Assessoriale n° 6525 del 24/10/1992 l'Assessorato Regionale ai Beni Culturali ed Ambientali e della P.I., ha decretato che il fabbricato "Casa Lanzirotti" è dichiarato di importanza Etno-Antropologico
ai sensi e per gli effetti degli Artt. 1,2 e 3 della Legge 01/06/1939 n° 1089.

Con parere n.1313 del 13/05/1994 è stato approvato dalla
Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici di Caltanissetta, il progetto di massima d'intervento da effettuare sul bene.

Con Decreto Assessoriale successivo n.9076 del 30/12/1995 è stato concesso un contributo di £.147.363.303 per la esecuzione dei lavori riguardanti la salvaguardia e il recupero del bene Architettonico Rurale costituito dal "BAGLIO LANZIROTTI", dichiarato di importante interesse
Etno-Antropologico ai sensi del sopracitato decreto.

I lavori del 1° Lotto sono stati completati e collaudati.
Con successivo Nulla - Osta n.1260 del 02/08/1996 è stato approvato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici il progetto definitivo.

Per il risanamento delle zone riservate alla zone: Cucina, caseificio e trappeto.

Con Decreto di finanziamento del 13/10/06 della regione Sicilia assessorato alla regionale ai BB.CC.AA: e P.I.E di e 1.220.000 di cui e 756.540 a fondo perduto pari al 54,00 % circa.

La Superficie del piano terra, del 1° piano e del 2° piano corrispondono a MQ 993,04.

Notizie Storiche
L'antica masseria Lanzirotti occupava parte di un ripiano collinare a circa 400 metri sul livello del mare.

La baronia fu censita come feudo nel territorio
nisseno dallo storico Camillo Genovese nel 1793.

In tale periodo il feudo era esteso a 17 arate corrispondenti a circa 612 ettari.

Don Antonio Lanzirotti, investitosi del feudo e della baronia di Canicassè nel 1801 (dopo una travagliata controversia ), decise, non molto tempo dopo, di dar vita in tale sua
proprietà ad un'efficiente masseria per adibirla a centro operativo e residenziale per lo sfruttamento agricolo per una parte, e a pastura per l'allevamento del bestiame, per un'altra.

Di conseguenza si procedette alla
costruzione di un edificio rurale a centro del feudo, tipologicamente riconducibile alle masserie siciliane a corte centrale.

Stato di fatto ipotesi dello stato originario I locali, adibiti a stalle e magazzini, tra cui un silo, si trovavano all'estremità
dell'ala est dell'edificio."

Nella parte frontale dell'edificio si trova un ampio
portale a tutto sesto, formato da blocchi squadrati in calcarenite, e nella parte superiore di esso uno stretto balcone.

La facciata principale, secondo ipotesi plausibili, si doveva presentare con un corpo centrale a due elevazioni
destinato, il piano superiore, a signorile abitazione e i lati dovevano avere due ali ad unica elevazione, con copertura a falda ad inclinazione trasversale.

L'interno della masseria Dall'ingresso principale si accede ad uno stretto " turchetto" dove è possibile
vedere delle panche in pietra (iuttèna), addossate alle parete laterali, che in passato venivano usata anche per far dormire i braccianti che lavoravano a giornata.

E' sempre da questo atrio che si accede al cortile interno
dell'edificio e, tramite una caratteristica scala in mattoni cotti, alle stanze padronali, che, in estate, erano abitate dai baroni e, in inverno, da chi amministrava per loro il feudo.

la stanza del telaio e della filatura.

All'interno della masseria la stanza riservata al telaio ed alla filatura era quella posta tra l'atrio e la cucina.

La filatura e la tessitura occupavano nell'esperienza popolare un posto di grande rilievo; con esse la donna concorreva spesso all'economia familiare in cui il lavoro femminile comprendeva, oltre a quelle della terra, tutte quelle
operazioni domestiche necessarie al sostentamento.

la cucina La Consumazione comune del cibo si svolgeva nell'ampia cucina e costituiva un momento di socializzazione anche per gli operai giornalieri che, pur essendo considerati l'ultimo anello della catena socio-lavorativa, venivano trattati con riguardo.

La cucina era corredata di un forno in pietra e gesso per cuocere il pane e anche di un grande camino ove veniva appeso un paiolo per la cottura comune del cibo e, come complemento a questo, si trovava pure uno
scaldavivande che, al momento opportuno, serviva anche per scaldare i ferri da stiro, nonché a riscaldare l'ambiente.

L'esistenza di mangiatoie nella cucina fa intuire la presenza di capre per il rifornimento quotidiano del latte.

Il caseificio Interessante è il vano che unisce la cucina alla sala macina, con una scala in
pietra che conduce ad un soppalco, tale vano doveva essere quel che rimane dell'antico forno per il pane
testimonianze, un vano utilizzato per la prepazione del formaggio, e per la conservazione dello stesso

IL TRAPPETO: sala della macina
L trappeto o frantoio è l'ambiente in cui è collocata la macina con base in pietra calcarea, ancora in sito era il luogo dove venivano frantumate le olive, che in una successiva fase dovevano passare alla gramolazione nei torchi

IL TRAPPETO: La sala dei torchi
La sala dei torchi si presenta, integra in tutto il suo splendore, con i torchi per la spremiture delle olive ancora in sito ed i relativi scoli scavati nella pietra.

Il palmento: sala pigiatura uva e non si può neppure non parlare della sala di pigiatura dell'uva in cui si trova ancora una grande vasca in pietra e gli anelli al soffitto dove si legavano le corde alle quali si aggrappavano i pigiatori per sostenersi.

In tale luogo troviamo inoltre tutti i canali ove avveniva lo scolo del mosto, che defluiva nella sala del torchio delle vinacce.

Il palmento: sala del torchio della vinacce
Della sala del torchio delle vinacce, rimane oggi solo un foro circolare nel pavimento, tale torchio oggi non più in sito, doveva essere sicuramente tipologicamente alla greca.

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Codice proposta AP 52
Tipo immobile Masseria
Destinazione Residenziale
Commerciale
Regione Sicilia
Provincia Caltanissetta
Comune Caltanissetta
Località Baglio Lanzirotti Canicassè
Superficie 1.000 mq
Superficie esterna 10 ettari
(100.000 mq)
Numero vani Vedi descrizione
Prezzo 1.500.000 euro

   
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