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Dettaglio della proposta COS 3



Agriturismo la sognata
Val Camonica, una terra da scoprire

Le iscrizioni sulla pietra raccontano di vite perdute, di cavalcate, di abitudini ormai dimenticate. C’è di che perdersi di fronte alla “Grande roccia” di Naquane.

Le storie incise sulla parete si intrecciano e vanno osservate con cura, come insegnamenti da tramandare. In un tempo senza scrittura i camuni pensavano già a lasciare tracce di sé ai posteri.

Chi cammina nel parco archeologico di Capo di Ponte non può fare a meno di percepirlo.

E di emozionarsi. Una sensazione sorprendente, che non è l’unica in questa valle che si stende da Pisogne, all’estremità del lago d’Iseo, fino al passo del Tonale, in una Lombardia che ha poco in comune con l’immagine usuale della pianura coltivata e dei suoi placidi allevamenti.

In Val Camonica ci sono tanti paesaggi diversi che si alternano e ognuno ha una sua ricchezza.

A partire dalle terme di Angolo e Boario fino alle vette innevate dell’Adamello, già terreno di guerra, aleggiano ricordi di uomini coraggiosi e delle loro vite.

E tracce di tradizioni che meritano di essere salvate. Come l’allevamento della capra bionda dell’Adamello, riscoperto solo qualche anno fa da un gruppo di appassionati, che ha portato a iniziative di salvaguardia per una serie di gustosi formaggi che adesso si possono degustare in ristoranti e aziende agrituristiche, come ad esempio La Sognata di Piancogno, dove la capra bionda dell’Adamello viene allevata e produce latte che serve per i formaggi ma anche per propiziare strabilianti cure di bellezza.

Quando ti raccontano come preparano i formaggi, gli eredi dei camuni come Daniela Sacheli e Mario Frigini dell’azienda che sorge sotto il santuario dell’Annunciata, si entusiasmano.

Per loro è normale lavorare in casa il latte di vacca e la carne di maiale. Tanto che in molti paesi si trovano cantine che ricordano la terra del Bengodi.

A Malonno, ad esempio, dietro porte di legno incastonate nelle case fatte di pietra si aprono stanze a volta che traboccano di caprini, formaggelle e salumi. Basta bussare a casa dei proprietari per acquistarli e portarseli in città.

In questi borghi fatti di legno è come se il tempo si fosse fermato. Una sensazione simile a quella che si prova a Bienno, dove nelle fucine uomini dall’aria accaldata piegano il ferro con strumenti roventi come si faceva nei secoli passati.

I loro laboratori si possono visitare e sono sorprendenti. A breve distanza un mulino, che sorge nel centro del paese, tutto salite e discese, prepara la farina con la forza dell’acqua.

All’esterno la ruota gira veloce con il suo ampio raggio, producendo allegri schizzi d’acqua. Milano è a due ore di macchina, ma basta poco per dimenticarne la frenesia.

Qui si pensa agli antichi mestieri. Sempre a Biennio, sulla facciata di una villetta bianca, un collezionista ha raccolto ed esposto decine di oggetti in ferro battuto.

Appartengono a lavori di epoche diverse. Ci sono gli strumenti del contadino, dell’impagliatore e degli intagliatori di legno, ma anche ruote di carretti, garretti e staffe.

Un museo all’aria aperta, senza pretese di biglietto, ma che può insegnare molto sull’operosità della gente della Val Camonica.

Un atteggiamento che si nota anche guardando la valle dall’alto, lungo la strada panoramica che porta al santuario del Beato Innocenzo da Berzo.

Una piana solcata dal fiume è attraversata da nastri d’asfalto e punteggiata da insediamenti produttivi. Eppure non mancano boschi e prati.

E le strade veloci del giorno d’oggi avvicinano alle vette maestose dell’Adamello e dell’Ortles, dove restano tracce dei percorsi di guerra raccontati anche nel museo di Temù.

In uno scenario suggestivo si sviluppano percorsi adatti alle famiglie, itinerari religiosi ma anche sentieri artistici alla scoperta di edifici romanici e dei dipinti del Romanino, oltre alel vie attrezzate per alpinisti e patiti dell’avventura.

In Val Camonica i parchi dell’Adamello e dello Stelvio proteggono 600 metri quadrati di boschi nei quali ci si può muovere indisturbati, ascoltando il silenzio, interrotto talvolta dai suoni della fauna selvatica.

C’è molto da imparare su questi sentieri che il popolo camuno ha percorso per primo. La montagna è severa, i boschi si svelano rigogliosi e fitti, tra il verde troneggiano chiese romaniche o castelli dall’aria inviolabile.

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Codice proposta COS 3
Tipo immobile Agriturismo
Destinazione Commerciale
Regione Lombardia
Provincia Brescia
Comune Brescia
Località COMUNICATO STSMPA
Numero vani Vedi descrizione
Prezzo 2.200.000 euro

   
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